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LAVORO SUBORDINATO - MANSIONI - SOSTITUZIONE DI UN LAVORATORE DI GRADO PIU' ELEVATO DA PARTE DI ALTRO CON MANSIONI COMPRENDENTI ANCHE QUELLE DEL SOSTITUITO - DIRITTO EX ART. 2103 C.C. - CONDIZIONI E' FATTISPECIE (Sentenza n. 21021 del 28/09/2006)

Sentenze Lavoro 2006

LAVORO SUBORDINATO - MANSIONI - SOSTITUZIONE DI UN LAVORATORE DI GRADO PIU' ELEVATO DA PARTE DI ALTRO CON MANSIONI COMPRENDENTI ANCHE QUELLE DEL SOSTITUITO - DIRITTO EX ART. 2103 C.C. - CONDIZIONI E' FATTISPECIE

SENTENZA N. 21021 DEL 28/09/2006

 

(Sezione Lavoro, Presidente S. Ciciretti, Relatore P. Cuoco)

 

La S.C delinea i presupposti di applicabilità dell'art. 2103 cod. civ., affermando che per lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, la cui sostituzione da parte di altro lavoratore avente una qualifica inferiore non attribuisce a questi il diritto alla promozione, deve intendersi soltanto quello che non sia presente in azienda a causa di una delle ipotesi di sospensione legale o convenzionale del rapporto di lavoro, e non anche quello destinato, per scelta organizzativa del datore di lavoro, al di fuori dell'azienda od in un'altra unità produttiva. In particolare, per la S.C., il principio secondo cui ove tra le mansioni tipiche della qualifica di appartenenza del lavoratore siano compresi compiti di sostituzione del dipendente di grado più elevato, la sostituzione di quest'ultimo non attribuisce alcun diritto ex art. 2103 cod. civ., vale purché si tratti di sostituzione occasionale, in relazione ad impedimenti temporanei, e non nel caso in cui la funzione vicaria sia travalicata in ragione del carattere permanente della sostituzione e della persistenza solo formale della titolarità in capo al superiore delle mansioni proprie della relativa qualifica, per effetto di una stabile scelta organizzativa del datore di lavoro. Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza che, disattendo gli esposti principi in controversia promossa da un aiuto medico in relazione al conseguimento del diritto ex art. 2103 cod. civ., aveva conferito determinante rilievo alla formale nomina del primario "ad interim", ritenendo irrilevante la sua effettiva presenza nella divisione sanitaria e considerando, nel contempo, che l'attività di sostituzione, svolta dal predetto aiuto medico, rientrasse nelle funzioni vicarie indipendentemente dalla relativa attività e prevalenza, cosi escludendo il riconoscimento del reclamato diritto.

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